Il giro del mondo in dieci coni

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1972-1989

Nel 1972 Carlo lasciò il biscottificio e prese il posto del padre nella conduzione dell’Aquila d’Oro, trovando una realtà con una consolidata distribuzione territoriale ed una buona considerazione in termini di qualità del prodotto e del servizio. I tempi erano, quindi, maturi per l’acquisto di macchine automatiche per produrre i coni, aumentando la capacità produttiva per poter affrontare nuovi mercati ed opportunità.

Nel giro di un paio d’anni gli storici locali di Via dei Mille si rilevarono troppo piccoli per l’attività e, quindi, la sede fu trasferita nel 1975 in quella attuale nella zona industriale di San Nicolò a Tordino con il nome Ali d’Oro.

azienda 1974

Sono anni di grande trasformazione che risentono anche dello sviluppo economico dell’Italia intera: si abbandonano a malincuore tutte quelle produzioni troppo artigianali che non riescono a soddisfare le richieste sia in termini temporali che economici. L’azienda lentamente incomincia ad assumere quelle caratteristiche che le hanno consentito di crescere e svilupparsi fino ai giorni nostri senza mai abbandonare il legame con la propria tradizione in attesa, nel 1986, dell’ingresso “ufficiale” della terza generazione: i figli Giovanni e Antonella.

Il 1986 fu l’anno dei cambiamenti e delle novità perché arrivò il Flou, il cono a forma di fiore servito su una foglia (un fazzoletto di carta bianco e verde) la cui particolarità era - ed è tutt’oggi – una ghiera interna, particolarmente ricca, tale da sostenere meglio il gelato.

manifesto 1988

Il Flou è da considerarsi sicuramente il primo cono da gelato frutto di uno studio combinato tra ricerca estetica (design) e volontà di differenziare l’offerta; identifica una svolta fondamentale per l’Ali d’Oro ed anche per l’intero segmento commerciale del consumo del gelato artigianale. Il cono da gelato acquista personalità: diventa elemento che caratterizza il consumo, distingue una gelateria dall’altra, giustifica un diverso livello di prezzo.

L’anno successivo, esattamente alla fine del 1987, l’Ali d’Oro iniziò il rapporto commerciale con la filiale giapponese della Carpigiani. Alla società fu data l’esclusiva di vendita che le consentì di caratterizzare con il Flou tutta la propria catena di gelaterie in Giappone.

In concomitanza si sviluppò il rapporto commerciale con l’Ostificio Prealpino di Bergamo che prevedeva l’integrazione di gamma e l’esclusività nelle zone di competenza commerciale: l’Italia Settentrionale per l’Ostificio e l’Italia Centro-Meridionale per l’Ali d’Oro.

A distanza di un anno, al primo Flou se ne aggiunsero altri due: uno più piccolo ed uno più grande: nasce così la prima serie completa di coni Flou Uno, Flou Due e Flou Tre. Quest’ultimo destò ancora più interesse da parte dei giapponesi, grandi consumatori di gelato, che negli anni successivi arrivarono ad acquistarne più di 1,5 milioni di pezzi per anno. Il rapporto con il Giappone durò circa 5 anni e si interruppe sia per gli elevati costi di trasporto, sia perché sul mercato giapponese stavano prendendo piede formati similari realizzati da produttori locali e quindi a costi decisamente più accessibili.

Flou Uno Flou Due Flou Tre

Nel 1988, prende forma il progetto Palì: un piccolo cono con il bordo a becco di clarino. Infinite opportunità di consumo si aprirono per quello che al lancio fu chiamato “la prima paletta che si mangia”.

Nello stesso periodo, all’accordo commerciale tra Ostificio Prealpino e Ali d’Oro, si aggiunse Cono Farnese di Piacenza con un’esclusiva per la Toscana e l’Emilia. Da questa unione nacque il marchio della Margherita a cui l’anno seguente si unì la Coni Galasso di Napoli per concretizzare lo slogan: “Coni e Cialde distribuiti in associazione”.

Nel 1989 fu realizzato il Conetto, un cono stampato quadrettato classico senza ghiera interna e acquistato il primo forno per la realizzazione delle Sigarette.

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