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Il cono gelato, mia nonna, una pineta d’estate, Marcel Proust e le neuroscienze

Autore: Fiore Zuccarini

[...] In quell’estate che avevo 5 anni, mia nonna, di nascosto da mia madre, (e di nascosto, altrimenti non sarebbe stata una grande nonna!) mi comprò un gelato. Il primo gelato della mia vita!

Il fatto fu, che - avendo forse paura che il gelato potesse farmi male - disse al gelataio: «Un gelato piccolino al cioccolato per mio nipote. Poco cioccolato, mi raccomando. Mettilo, però, su un cono grande. Tanto quello è il cono dell’Aquila d’Oro che è più buono del gelato e non fa male!».

Quella estate che avevo 5 anni, scoprii così, all’improvviso, che oltre al cioccolato dei cioccolatini, e a quello caldo, ne esisteva uno anche gelato (?) e che esisteva anche una cosa forse più buona del cioccolato (possibile?) che si chiamava cono!

[...] A me accadde la stessa cosa. E dopo aver letto Proust l’ho sempre raccontata. Il sapore del cono, quel wafer che si scioglie in bocca, più dolce dell’ostia della comunione, ogni volta che lo mangio, in qualsiasi parte del mondo, mi fa risentire l’odore di quei pini e illumina il viso di mia nonna che a Civitella, di nascosto da mia madre, una mattina d’estate che avevo 5 anni, mi fece scoprire, dopo i cioccolatini e il cioccolato caldo, anche il cioccolato gelato.

E quella cosa più buona del cioccolato gelato che è: il cono!

 

Fiore Zuccarini, 56 anni, giornalista pubblicista, è nato e risiede a Civitella del Tronto. Ha svolto la sua attività professionale per quotidiani, radio, televisioni private, case editrici, agenzie di pubblicità, enti pubblici e privati; quindi, dal 1992, per la Fondazione Tercas dove, attualmente, ricopre il ruolo di responsabile dell’ufficio comunicazione e relazioni esterne.

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