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Amarena Chic

Autore: Mattia Albani

Amarena Chic ti stringe un cappio intorno al collo e ti dice che non voleva che andasse a finire così. Prima, però, tu e Amarena Chic eravate come la fragola e il fiordilatte. E tutti a rodersi il fegato quando vi vedevano.

 Da un momento all’altro Amarena Chic lascerà cadere lo sgabello e il tuo corpo andrà giù con lo stesso suono di un cono gelato che si spezza. Fa un certo effetto pensare che da un momento all’altro farai crack e poi splash – oppure plop.

In cima alla mansarda del vicolo, con il cappio intorno al collo, pensi a Banana Split.

Quella storia è sempre stata un casino.

 

* * *

 

            È così che Amarena Chic è entrata nella tua vita.

            Vomiti alla prima stazione.

            Vomiti alla seconda stazione.

            Vomiti alla terza stazione.

            Amarena Chic studia per diventare gelataia in una scuola serale. Non hai capito bene il motivo, ma sembra che Amarena Chic riesca a combinare qualcosa di buono solo di notte. Tu, invece, sei tutto l’opposto.

            Vomiti alla quarta stazione.

            Vomiti alla quinta stazione.

            Cinetosi, la chiamano i medici. Sudi, sbianchi, hai il mal di testa e la nausea. E vomiti.

            Vomiti alla sesta stazione.

            Vai in bagno alla settima fermata, all’apice della cinetosi, e lo trovi occupato. Che dentro c’è Amarena Chic lo scopri dopo, quando ormai stai quasi per vomitarti addosso e lei esce canticchiando. Lei esce e tu le vomiti addosso. Lei ti prende la testa e te la sbatte contro lo stipite della porta. Così forte che perdi i sensi.

Quando ti riprendi, il mal di treno è bello che passato.

            Arriva l’ottava stazione e non vomiti più.

            Arriva la nona stazione e non vomiti più.

            Arriva la decima stazione e Amarena Chic è diventata la tua migliore amica.

 

 

Banana Split è la figlia della tua affittacamere. È lei che si prende la briga di ritirare l’affitto. Bussa e ritira, saluta e se ne va. Fa così ogni primo del mese.

            È così che Banana Split conosce Amarena Chic – ma tu non te ne accorgi.   

            Sei nella mansarda del vicolo e senti le voci di Amarena Chic e Banana Split. Vai a vedere cosa succede e, sull’uscio della porta, trovi il corpo nudo di Amarena Chic davanti al corpo vestito di Banana Split. Saluti con un cenno e resti a guardarle compiaciuto. Per tutta la notte hai sognato di fare sesso con Banana Split.

            Amarena Chic è diventata la tua coinquilina da poche settimane. Porge i soldi a Banana Split. Banana Split li prende come se le stesse facendo un favore e se ne va. Sembrano due che si conoscono da sempre.

            Sai, – ti dice Amarena Chic – Banana Split è stata una bella scoperta, è stato bello passare la notte assieme.

Mentre tu sognavi di fare roba con Banana Split, Amarena Chic era di là che si dava da fare al posto tuo.  

 

* * *

 

Sono giorni che non hai più notizie di Amarena Chic. Mentre vai in bagno vedi Banana Split sgattaiolare dalla sua stanza. Negli ultimi tempi sembra proprio che Amarena Chic e Banana Split abbiano trovato una bella intesa. Stai quasi iniziando a sospettare che siano la stessa persona. A parte i rumori delle loro notti di sesso e il loro primo incontro, non le hai mai viste entrambe nella stessa stanza. Non le vedi mai insieme. Le senti solo di notte.

            Banana Split ti vede e dice: Stronzo!

            Non capisci. Vorresti chiederle cosa intende, ma la vescica sembra lì lì per esplodere.

            Anche stanotte, come tutte le ultime notti, hai sognato di spassartela con Banana Split, ma da quando lei ha una storia con Amarena Chic hai capito che forse non sei proprio il suo tipo.

            Svuoti la vescica e ti chiedi quando Amarena Chic tornerà a farsi viva.

            Ogni tanto la cerchi. Aspetti che arrivi la sera e fai il giro dei pub che frequentavate insieme, sperando di trovarla.

            Nell’ultimo pub in cui entri ci arrivi che ormai sta chiudendo. La ragazza al bancone dice: Toh, guarda chi si rivede.

            Tu, però, non l’hai mai vista.

            Le chiedi se conosce Amarena Chic.

            Mi stai prendendo in giro?

            No, – rispondi  – Conosci una che si fa chiamare Amarena Chic?

            Una? Senti, dovevi essere proprio ciucco se non ricordi niente, ma ieri sera hai dato spettacolo.

            Io non vengo in questo pub da settimane.

            Sarà, – risponde la ragazza al bancone – ma ieri sera sei stato l’attrazione di tutto il locale.

            Ieri sera sei crollato dal sonno subito dopo cena. Hai sognato di fare casino in un pub di Londra e ti sei svegliato stanco morto e con la sensazione di essere stato investito da un tir.

            Ieri sera hai fatto faville, – continua la ragazza – Sei il re della notte. Tutti vogliono far festa con il grande Amarena Chic.

            Esci di corsa dal pub e vai a incollare l’indice sul citofono di Banana Split.

            Lei apre la porta e tu la sbatti contro la parete: Chi ti scopi tutte le notti quando vieni in mansarda?

            Sei uno stronzo.

            Chi ti scopi tutte le notti quando vieni in mansarda?

            Sei un bastardo. Mi seduci, mi inviti da te, mi sbatti come fossi l’ultima donna sulla terra e poi fai finta di niente.

            Le parole di Banana Split sono montanti al mento.

            Non sono stato io.

            La prima volta mi hai anche dato dei soldi, manco fossi una puttana. Sei rimasto fermo completamente nudo sull’uscio e mi hai dato dei soldi.

            Le dai uno schiaffo sulla bocca e scappi via.

            Devi trovare Amarena Chic.

            Devi capire.

            Arrivi in mansarda e incominci a gridare il suo nome. Poi ti volti e Amarena Chic è lì vicino a te.

            Ti guarda e dice: Cercavi me?

            Mi stai spiando?

            Strano, stavo per farti la stessa domanda.

            Chi sei tu?

            Da quando hai sbattuto la testa nel cesso del treno io sono entrata nella tua vita. Di tanto in tanto, quando più mi va, prendo il controllo della situazione e faccio tutto quello che tu hai sempre sognato ma non hai mai trovato il coraggio di fare.

            Cos’hai fatto a Banana Split?

            Che cosa le abbiamo fatto noi,  – ti corregge – Io e te siamo la stessa cosa. Lo stesso corpo, ma in momenti diversi. Come i gusti di un cono gelato, passi dall’uno all’altro, ma siamo sempre lo stesso cono.

            Smettila!

            Siamo lo stesso cono gelato.

            È impossibile.

            Si chiama allucinazione schizofrenica.

            E Banana Split?

            Banana Split è innamorata di te. Come tu lo sei di lei.

            Sparisci!

Non sarei nemmeno qui se non fossi stato tu a volermi.

            Stronzate.

            E chi lo sa? Magari sei tu a essere la mia allucinazione schizofrenica. Non io la tua.

            Io ero qui per primo.

            Non importa chi c’era prima, ma chi rimarrà per ultimo.

            Amarena Chic prende qualcosa in mano e te lo schianta sulla testa.

            Perdi i sensi.

 

Amarena Chic è al tuo fianco, col piede sullo sgabello che tiene in bilico la tua vita.

Dice: Non volevo che andasse a finire così.

            Cerchi di deglutire nonostante il cappio che ti stringe la gola e dici: Tu non esisti.

            Se io non esisto spiegami: com’è che stai per morire impiccato?

            Agli occhi dell’abbaino della mansarda c’è un solo uomo che si tiene in bilico su uno sgabello, ma per te è Amarena Chic a farlo dondolare.

            Poi, una voce. Qualcuno che grida: Fermo, non farlo!

Banana Split è entrata in mansarda e adesso viene verso di voi.

            Banana Split viene verso di te.

Amarena Chic non c’è più.

Ci sei solo tu che stai per impiccarti a una trave.

            Non farlo.

            Vai via!

            Non farlo!

È troppo tardi.

Dài un calcio allo sgabello e ti lasci cadere.

Giù.

 

Ti senti come una pallina di gelato che si stacca dal cono e cade giù. Inizi a scioglierti sempre più veloce in attesa di sentire lo splash – o il plop. La vita è come mangiare un gelato, pensi. Lecchi in fretta tutti i gusti prima che si sciolgano e, in men che non si dica, sei già arrivato al cono, sempre più molliccio e senza gusto. Puoi buttarlo nella spazzatura, o cederlo a qualcuno. Oppure puoi continuare a mangiarlo e scoprire che un po’ di gelato è rimasto ancora intrappolato sulla punta – la parte più buona, a detta di molti. Se non lo provi non lo sai. A te non importa. Aspetti solo lo splash – o il plop.

Aspetti.

Poi, all’improvviso, arriva un puff: Banana Split che ti sorregge con le braccia per non far tendere la corda.

Forse sarà un’altra allucinazione schizofrenica, ma la senti dire: Tieni , la parte più buona arriva alla fine.

 

Mattia Albani, nato nel 1986. Ha pubblicato una raccolta di poesie, L’apnea dei 22. Rincalzi d’albe e scucite metafore e scucite metafore (Aletti 2008), e il romanzo Il verso del coniglio (Schena 2010).

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