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Fra & Ciok

Autore: Paolo Marinucci

Sulla Gelaterra, il pianeta dei gelati, le razze dei cremosi e dei fruttati avevano sempre vissuto in continua contrapposizione. Nella loro storia, si erano combattuti, odiati e discriminati fino al Patto chiamato da tutti "Ipocripace", perché era più una non belligeranza che una vera e propria pace. E così si continuava a vivere in uno stato eternamente ambiguo, sospeso tra l'indifferenza e l'odio...

Fragola prese un biscotto dalla credenza e lo mangiò. Per lei non c'era nulla di più buono, quella pastafrolla fragrante si sposava perfettamente con il gusto del suo palato. Credeva che, in fondo, quel sapore fosse stato creato appositamente per lei dal Dio Konos. E mentre quel pensiero le occupava la mente, un sorriso ingenuo e improvviso comparve sulla sua bocca. Subito, però, quel dolcissimo attimo di serenità svanì e il suo sorriso, si rovesciò, come una parentesi.

- Ecco, lo sapevo. La felicità non esiste, è una parentesi. Il sorriso è solo una parentesi, tutto è solo una parentesi, un secondo e... tac, ecco che la parentesi si rovescia. Altrimenti saresti qui con me. Dove sei, Ciok?...

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- Non potevi vederti più con lei, Ciok. - disse Fond con un tono perentorio - Hai idea di cosa ho dovuto fare per tenere nascosta a tutti questa cosa? Sono uno dei gelati cremosi più potenti della città e il vanto più grande della nostra famiglia è sempre stato quello di averli combattuti nella Seconda Guerra Conica! Quella Pratola...

- SI CHIAMA FRAGOLA, PAPÀ - rispose stizzito Ciok.

- Quella appartiene alla razza dei fruttati, noi cremosi non ci mescoleremo mai con loro - ribattè Fond.

- Non è vero, padre. È già accaduto che...-

- È GIÀ ACCADUTO, SÌ! - urlò - E guarda cosa è successo; il matrimonio tra Sua Maestà Coffee e quell'Orange, duchessa dei miei conostivali, fu un vero disastro. Portò soltanto litigi che si inasprirono a tal punto da sfociare nella Guerra dei Coni. E stiamo parlando di cose accadute tanto tempo fa. Siamo troppo diversi, non siamo compatibili, è un dato di fatto. Mi dispiace che tu abbia la memoria corta, figliolo-.

- Ma...-

- Niente ma... lo faccio per il tuo bene. Un giorno lo capirai...-

 

A Cony Island, nella città di Ciok, c'era una montagna. La vetta più alta era il Cono Grande. Ed era lì, ai piedi di quel gigante, che il giovane gelato si rifugiava ogni qualvolta si sentisse solo. Pensava e si confidava con l'amata madre, Stracciatella, scioltasi troppo presto in un afoso pomeriggio d'agosto: - Perchè sei andata via così presto?! Se ci fossi ancora tu, riusciresti a farlo ragionare, diamine.-

Nella mente di Ciok si susseguivano le giornate passate con Fragola di nascosto, quel suo odore, quel sapore... così diversi ma complementari, due mondi che si fondevano in uno. Erano la dolcezza e quella piacevole, leggera punta di asprezza...

Fragola, immobile al centro della sala e immersa nei suoi dubbi, non riusciva a pensare ad altro. Lo desiderava e allo stesso tempo, voleva non averlo mai conosciuto, tanto era il dolore di non poterlo vedere. Il rumore della finestra urtata dal vento, la riportò alla realtà. Fece per chiuderla, quando vide all'esterno Nocki, il miglior amico di Ciok: - Psssst... Fragola. Sono venuto qui perché sono preoccupato per Ciok... è impazzito, depresso e non mangia da giorni ormai. Sta tutto il tempo ai piedi del Cono Grande e fissa il vuoto. Vieni con me, solo tu puoi farlo felice.-

Fragola ripensò alla felicità, a quanto l'aveva cercata e a quanto dolore le aveva procurato averla persa quando furono scoperti insieme, abbracciati, a guardare le stelle della Glassa celeste: - Nocki, tu sei pazzo! - esclamò - Cosa ci fai qui?! Se dovessero scoprirti, sai bene quale sarebbe la punizione che ti riserverebbero! Cremosi e fruttati non possono aver alcun tipo di contatto. Vattene.-

Ma Nocki era più determinato che mai: - Non mi importa Fra, il motivo è serio. Sono davvero preoccupato. Forza, niente storie, andiamo.-

- Farai scoppiare il caos, la mia famiglia mi chiuderà a chiave in un freezer per sempre.-

Anche lei non credeva alle sue parole: voleva Ciok e sapeva che, senza di lui, tutto sarebbe stato estremamente triste. In quell'istante, smise di pensare alle conseguenze, chiuse dietro di sé la finestra, scavalcò la ringhiera e scomparve nel Bosco Fragrante con Nocki.

- Grazie, Fra.-

- Non ringraziarmi. Sono un'egoista, anche io non riesco a vivere senza lui, lo faccio per me.-

Si fece presto notte e Fra e Nocki decisero di accamparsi vicino ad un Cialdapino gigante per riposare. Erano ancora a cinque giorni di cammino da Cony Island.

La mattina seguente, Nocki aprì gli occhi e si stiracchiò. Il Sol-Gelato era già alto, così si tirò frettolosamente su e disse: - Dai, dormigliona. Andiamo, è tardi.-

Si girò alla sua destra e Fragola non c’era più.

- Per tutti i coni del mondo! FRAGOLAAA, FRAGOLAAA! DOVE TI SEI CACCIATA?-

- Ahahah, eccomi! Dormi troppo, caro mio. Sono andata a fare una passeggiata, è una così bella mattinata.-

- TI SEMBRA IL CASO DI FARE PASSEGGIATE?!?!-

- Lo so, lo so, è che ho voglia di normalità…-

- Già, ma quello che hai appena fatto non è normale, mi hai fatto prendere un colpo. Comunque dobbiamo rimetterci in cammino, siamo in ritardo sulla tabella di marcia.-

I due camminarono spediti per diversi giorni e senza nemmeno accorgersene, ad un tratto, videro in lontananza Cony Island. La montagna tanto amata da Ciok era lì, imponente e meravigliosa.

- Oh Ciok, eccomi. Finalmente potrò stringerti - pensò Fragola che cominciò a correre senza mai fermarsi.

- ASPETTA! NON POSSIAMO FARCI VEDERE, NON CORRERE!-

Le grida di Nocki non sortirono l’effetto sperato, Fra correva verso il suo amato.

Corse, corse più veloce che poteva, entrò nel bosco e scomparve nel nulla.

 

- Ahah, Fra! MOLTO DIVERTENTE. SUL SERIO?! TI VA ANCORA DI SCHERZARE?!?-

 

Più Nocki avanzava però, alla ricerca di Fra, più una strana sensazione cominciava a prendere forma nella sua mente: - E se l'avessero rapita?! Santi coni, no! Non può essere successo, ho promesso a me stesso che l'avrei protetta da qualsiasi pericolo!-

 

Allora prese a correre, superò i boschi il più in fretta possibile e li vide: Caramel e Torr, gli scagnozzi di Fond, avevano catturato Fragola. Nocki li seguì in maniera furtiva, cercando di non farsi vedere. Fragola e i suoi aguzzini si fermarono in un casolare abbandonato, qualche gelometro distante dal centro cittadino di Cony Island e vicino al Cono Grande.

 

Non sapendo cosa fare e sopraffatto dallo sconforto, Nocki prese una decisione drastica: andare da Mandarino e Lampone, i genitori di Fra.

Andare da loro, avrebbe significato dire tutta la verità, rischiare di far scoppiare una guerra ed essere imprigionato per rapimento. Lo sapeva ma lo fece lo stesso, camminò per cinque giorni senza sosta e arrivato a Fruttamum, davanti casa di Fragola, svenne per la stanchezza. Il risveglio fu esattamente come quello di Fragola: in una stanza buia, legato ad una sedia. L'odio, a volte, sa essere scontato.

- ORA TU DIRAI A ME E A MIA MOGLIE DOVE E' ANDATA A FINIRE MIA FIGLIA! - urlò Mandarino mentre Lampone cercava di farlo ragionare: - Non è il momento di fare il suo gioco, Rino. Ora dobbiamo restare calmi, aggredirlo non lo farà parlare.-

- Secondo voi, sono venuto qui dopo cinque giorni di cammino solo per il gusto di farmi catturare?! Sono a Fruttamum per Fragola, è stata una mia scelta. La stavo portando da Ciok e... -

- TU, COSA?! MALEDETTO CREMOSO. BASTA, QUANDO AVRO' FINITO CON TE, RIMPIANGERAI DI NON ESSERTI FATTO GLI AFFARI TUOI!-

- Non capite nulla, Ciok e Fragola si amano e prima o poi sarebbe successo comunque. Ma non è questo il punto. Hanno rapito vostra figlia!-

- CHI? DOVE SI TROVA? PARLA SQUALLIDO CREMOSO!-

- Eravamo arrivati a Cony Island quando gli scagnozzi di Fond sono sbucati fuori dal nulla e l'hanno presa. Adesso si trovano in un casolare a qualche gelometro dal centro. Le avevo detto di non correre...-

- E ORA SUO PADRE VA A RIPRENDERLA!!!-

- Cosa vuoi fare? - disse terrorizzato Nocki.

- Qualcuno si è stufato della non belligeranza e vuole la guerra. Lo accontenterò. Tu, stupido gelatino, verrai con noi e sarai la nostra pedina di scambio...-

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- Sono qui da non so quanto tempo ormai, perché?! Voglio vedere Ciok, fatemelo vedere, vi prego.-

- Senti, bada bene a quello che sto per dirti perché sarà la prima e l'ultima volta che ti parlerò. - le disse Caramel - Devi stare zitta, sono dieci giorni che ti sopportiamo. Il capo sta per tornare e questa volta non per chiederti quali siano i punti deboli della tua stupida città, ma per fare in modo che tu e suo figlio non vi vediate mai più. Ti è chiaro? Ora tappati la bocca.-

BLAM! La porta d'ingresso sgangherata del casolare si aprì all'improvviso e Fond entrò con uno sguardo carico d'odio che si posò immediatamente sugli occhi di Fragola: - Oh, sei ancora qui. Visto che non parli ho deciso che non mi servi più e, inoltre, dato che...-

La discussione si interruppe di colpo. La porta di quel vecchio rudere, questa volta, non si aprì repentinamente ma cadde a terra, spazzata via dalla furia dei fedelissimi di Mandarino.

Rino fece cenno agli altri fruttati di fermarsi: - E' una cosa tra me e questa sottospecie di gelato.-

- Vedo che, finalmente, hai deciso di venire a trovare il tuo consuocero. Mi fa molto piacere, prendi lo stecco e difenditi perché sto per infilzarti.-

- FRAGOLA?!?! FRAGOLAAAAA.-

Il duello terminò prima ancora di iniziare, Ciok vide la sua amata e corse da lei. Tutto il resto non c'era più: i gelati in quel casolare, la sua amata montagna, le sue preoccupazioni, le paure, la frustrazione. Era tutto svanito, c'era soltanto lei.

- Dove credi di andare?! Tu sei il nostro secondo prigioniero - disse con disprezzo Lime, uno dei fruttati di Rino.

- Se rivuoi il tuo amato figliolo e il suo amichetto, riponi lo stecco e ridammi Fragola! - ordinò Mandarino.

Fond slegò Fra e, senza dire una parola, con un cenno fece capire che avrebbe accettato lo scambio.

- Ciok che cosa ci fai qui? - sbraitò Fond.

- Padre, questa è la mia montagna. Tu, invece, come hai potuto?! COME?!?!-

- Te l'ho detto, lo faccio per il tuo bene...-

- Il mio bene? IL MIO BENE?!?! Portarmi via l'unico gelato che amo significa fare il mio bene?! Tu vuoi bene solo a te stesso.-

- Già, tutto molto commovente ma adesso ridateci Fragola - interruppe Rino che non era affatto interessato a quella conversazione.

Uscirono dal casolare. Fruttati e cremosi erano gli uni di fronte agli altri, sullo sfondo il Cono Grande, imponente e Cony Island, distratta. Ciok e Nocki fecero tre passi in avanti, lo stesso fece Fragola.

- E' IL MOMENTO, USCITE FUORI - esclamò Mandarino.

Dalla boscaglia, uscirono fuori altri fruttati che circondarono Caramel, Torr e Fond.

- Fond, credevi davvero che, portando un ostaggio, saremmo venuti soltanto in tre? Mi deludi, ti facevo più sveglio...-

- Che tu sia maledetto, Rino! Avevamo un accordo.-

- Legateli e imbavagliateli, sono nostri prigionieri. Partiamo immediatamente per Fruttamum - ordinò Mandarino.

Si misero subito in marcia ma presto scese la notte e così Rino, con i suoi scagnozzi, decise di accamparsi per riposare.

Fragola rimase in silenzio per tutto il tempo, teneva lo sguardo fisso su Ciok ed era felice: - E' questa la felicità? - pensava – Posso dirmi felice vedendo il mio amore legato e imbavagliato senza poter far nulla?

Eppure lo era. Aveva passato mesi ad immaginarlo, a pensare cosa stesse facendo. Ed ora era lì, bastava andarlo a prendere. E lo fece.

Aspettò che l'intero accampamento dormisse, uscì dalla tenda e si diresse verso il Cialdapino dove erano stati legati i cremosi. Liberò Ciok e lo baciò, poi fu il turno di Nocki e alla fine, svegliò Fond, Caramel e Torr: - Sto per liberarvi. Quando sarete slegati dalle catene, non tenterete di fare nulla, non minaccerete nessuno ma vi volterete e inizierete a correre il più velocemente possibile verso Cony Island, intesi? Altrimenti comincerò ad urlare e... vabbè, sapete cosa vi accadrebbe.-

Andò esattamente come aveva detto Fragola. Prima di sparire nel buio della notte, Fond che aveva capito tutto, si girò verso il figlio e, con un filo di voce, disse: - Avevi ragione tu, volevo solo il mio bene. Il tuo, lo hai già trovato. Sii felice e perdonami se puoi.-

Ciok pianse, abbracciò suo padre e gli sussurrò: - Ti voglio bene.

Poi, furtivamente, i tre cremosi intrapresero la strada del ritorno.

- Nocki, lo hai capito? - domandò Ciok all'amico.

- Certo, Ciok non sono mica stupido - rispose con gli occhi lucidi.

- E allora?! Che farai?-

- Ricomincerò. La Gelaterra è così grande, voglio vederla. Ci sarà un posto adatto per questo bel gelatone, no?!-

- Grazie, Nocki. Di tutto. Senza di te...-

- Non dire un'altra parola, non avevo più la pazienza di vederti in quello stato.-

- Sei sempre il solito. Addio, amico mio.-

- Addio?!?! Nooo, casomai arrivederci.-

E anche Nocki scomparve nella foschia.

- Non è cambiato nulla, Ciok. Ho scritto una lettera per mio padre e mia madre ma sicuramente non capiranno. Adesso andremo via ma poi?!?! Qui resterà tutto quest'odio, domani mattina torneranno a combattersi – sussurrò Fragola.

- E' cambiato tutto, invece. -

- Ma cosa dici?! Ti ho appena detto che cremosi e fruttati si odiano ancora e si odieranno per sempre. -

- Già, ma è cambiato tutto. Hai visto lo sguardo di mio padre prima di andare via? E' l'amore che trasforma ogni cosa, e oggi noi glielo abbiamo insegnato. Non avremo cambiato la Gelaterra intera ma è un inizio. Fra, abbiamo fatto la nostra parte e con il nostro esempio abbiamo cambiato quello che tutti chiamano Fond Cuore di Ghiaccio. Dobbiamo accettarli per quello che sono rispettando i loro tempi. Fidati, è cambiato tutto. Te lo ripeto, l'amore cambia tutto. Ti amo. -

- Ti amo, amore mio. –

 

Paolo Marinucci è nato a Teramo nel 1991. Giornalista, è redattore della Tv e web-tv abruzzese R+ News, specializzato in sport. Ha lavorato per diverse emittenti televisive teramane e, attualmente, è collaboratore esterno per Il Messaggero Abruzzo. Ha maturato diverse esperienze nell'ambito della comunicazione, occupandosi di uffici stampa per diverse associazioni. L'aforisma a lui più caro è di Zadie Smith: “Ogni momento accade due volte: all’interno e all’esterno, e sono due storie diverse”.

 

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